Domeica 6 aprile dalle 15:00-18:00
Egle e Anna, danzatrici, musiciste e appassionate della cultura delle danze popolari ci condurranno in un cerchio di Tammuriata!
Vi aspettiamo!
Per saperne di più….
La Tammuriata è un contenitore socio-relazionale in cui gli elementi culturali diventano tradizione musicale . E’ una danza popolare molto sentita e vissuta nella macroarea peri-vesuviana e, in particolare, nei contesti contadini in cui prevale ancora l’economia agricola: coltivazione del pomodoro tipico, di vitigni autoctoni, grani etc  ovviamente prodotti e distribuiti a livello locale.
L’intero dispositivo rituale si presenta oggi come una messaggio culturale che ha attraversato i secoli e per questo trascendente lo spazio e il tempo quotidiani offrendo ai “filiati” un potente mezzo rituale che rigenera e purifica oppure bonifica il terreno socio-relazionale occupato malevolmente dalle tensioni insite nel gruppo culturale di appartenenza alle prese con la graduale cancellazione dell’identità culturale individuale; la tammurriata, in breve, costituisce una valida occasione per ripensare alle ragioni dell’essere individuale all’interno della comunità a patto che quest’ultima si prenda cura dei bisogni e delle necessità del singolo nel soccorrerlo e sostenerlo nei momenti di difficoltà.
Questo processo di guarigione che parte dal ritmo del tamburo su cui si innesta la voce unitamente al linguaggio del corpo ristabilisce i cicli vitali della persona all’interno e all’esterno di essa.
Queste prime considerazioni rimandano ad uno stretto legame con le naturali transizioni stagionali a cui si sovrappongono, si intrecciano, fondendosi in un unica esperienza, gli elementi costitutivi di una società ancorata a quei pochi riferimenti tradizionali “rimasti in vita” come l’impegno quotidiano ad allineare la natura, le stagioni, il canto, la danza, la musica alla bidimensionalità ( vita e morte) della persona comunitaria sintonizzata con lo spirito degli antenati affinché questi assicurino prosperità e salute ad ogni partecipante alla festa.
Si costituisce così il luogo-setting privilegiato e utilizzato per invitare ( fase di adorcismo) lo spirito o gli spiriti che causano sia malattie e, in qualche modo, assicurano guarigione.
La fase successiva all’interno del rituale si chiama “esorcismo” cioè mandare via, allontanare da sè, il motivo, lo spirito cattivo che ha causato un disturbo, un trauma, un lutto che ha generato malattia.
Entra in gioco il tamburo a mano adoperato nelle feste e nei rituali a tammurriata ( ritmo-canto-ballo), strumento antichissimo con cui la persona che lo utilizza rappresenta se stesso, i suoi istinti, i suoi desideri di amore, di libertà e di guarigione in un quadro liturgico speciale in quanto riferibile ad un cattolicesimo popolare ( almeno per quanto riguarda  il meridione italico).
PER INFO e PRENOTAZIONI
Egle 3498201660 – per maggiori info sull’insegnante https://www.associazioneilcerchiodoro.it/insegnante/isabella-ruggiero/
Anna 3209723046